Con il D.L. 24 dicembre 2021 è stato prorogato lo stato di emergenza nazionale fino al 31 marzo 2022 e sono state introdotte nuove misure per il contenimento della diffusione del Covid-19.
Ma cosa cambia per lo sport?

Green Pass rafforzato
A partire dal 10 gennaio 2022 e fino al 31 marzo 2022 l’accesso a palestre, piscine, sport di squadra sia al chiuso che all’aperto, è consentito esclusivamente ai soggetti in possesso della certificazione verde da avvenuta guarigione o avvenuta vaccinazione (con doppia dose o richiamo). L’obbligo riguarda tutti i partecipanti alle attività sportive, inclusi gli atleti agonisti, di qualsiasi livello e l’obbligo vale per tutte le zone, dalla bianca alla rossa. Non sarà più possibile accedere a tali attività con il green pass base, conseguito anche mediante effettuazione del tampone antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus. Sono esclusi dall’obbligo i minori di 12 anni e i soggetti esenti dalla campagna vaccinale tramite apposita certificazione medica. 
Ricordiamo che, come precisato dalla FAQ sul sito del Dipartimento dello Sport, la certificazione verde non è richiesta per il solo transito all’interno di luoghi chiusi finalizzato al raggiungimento di spazi all’aperto né per la sola attività di richiesta informazioni presso reception o segreterie sportive.
Il super green pass è stato esteso dal secondo decreto del 29 dicembre anche agli impianti di risalita con finalità turistico-commerciale anche se ubicati in comprensori sciistici, sempre a partire dal 10 gennaio prossimo.
 
Per completezza segnaliamo che secondo quanto si legge nel comunicato stampa relativo al decreto di Capodanno il Green Pass Rafforzato viene inoltre esteso anche alle seguenti attività:

  • alberghi e strutture ricettive;
  • feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose;
  • sagre e fiere;
  • centri congressi;
  • servizi di ristorazione all’aperto;
  • centro culturali, centro sociali e ricreativi per le attività all’aperto.
  • mezzi di trasporto.


Spogliatoi e docce
Fino al 9 gennaio l’accesso agli spogliatoi, anche per gli atleti e partecipanti alle attività sportive all’aperto, rimane consentito ai soggetti in possesso della certificazione base. Dal 10 gennaio, il Super Green Pass, è richiesto anche per l’accesso agli spogliatoi e docce.
L’obbligo di certificazione, però, non riguarda gli accompagnatori di persone non autosufficienti (minori o disabili); tuttavia se gli accompagnatori non sono in possesso di certificazione verde, potranno sostare all’interno degli ambienti esclusivamente per il tempo strettamente connesso all’assistenza nello spogliatoio. Dovranno quindi attendere all’esterno o tornare al termine delle attività, a meno che non siano in possesso di green pass..

Quale green pass per lavoratori e addetti?
La nuova disposizione crea confusione sull’utilizzo del Green Pass anche per i lavoratori e collaboratori sportivi in genere. Il nuovo obbligo NON si estende a tali categorie. Perché? La norma si riferisce all’accesso agli impianti e ai servizi e quindi sembra riguardare esclusivamente gli utenti/partecipanti e non gli addetti; secondariamente perché in difetto di uno specifico obbligo vaccinale imposto per legge la misura presenterebbe delle criticità nell’applicazione al rapporto di lavoro, tanto è vero che in altri settori (come per il personale scolastico o sanitario) si è provveduto appositamente. 
Le FAQ sul sito del Dipartimento dello Sport, aggiornate al nuovo decreto, non sono state modificate in relazione a questa categoria per la quale resta confermato il possesso di Green Pass base (quindi anche per “tamponati”).
Per effetto della proroga dello stato di emergenza tale obbligo permane fino al 31 marzo 2022 e fatta salva l’introduzione di nuove misure attualmente allo studio del Governo e del CTS sull’eventuale estensione dell’obbligo vaccinale ad ulteriori categorie di lavoratori. Si attende al riguardo il prossimo Consiglio dei Ministri programmato per il 5 gennaio.
 
Mascherine FFP2: dove e quando
Il D.L. introduce una serie di obblighi sull’utilizzo delle mascherine FFP2 che interessano anche il settore sportivo. Tali dispositivi di protezione delle vie respiratorie sono infatti obbligatori per gli spettacoli aperti al pubblico che si svolgono al chiuso o all’aperto nei teatri, sale da concerto, cinema, locali di intrattenimento e musica dal vivo, nonché per gli eventi e le competizioni sportive che si svolgono al chiuso o all’aperto. La disposizione è in vigore dal 25 dicembre e fino al 31 marzo 2022. E’ inoltre previsto, in tali luoghi e per tale periodo, il divieto di consumare cibi e bevande al chiuso.


Capienze impianti 
Il decreto approvato il 29 dicembre – secondo quanto si legge nel comunicato – prevede che le capienze saranno consentite al massimo al 50% per gli impianti all’aperto e al 35% per gli impianti al chiuso.

Rispetto delle linee guida
Ricordiamo che l’obbligo di green pass – base fino al 9 gennaio e rafforzato a partire dal 10 gennaio – per l’accesso alle attività sportive al chiuso e agli spogliatoi, si affianca ma non sostituisce le preesistenti prescrizioni e misure di sicurezza: pertanto gli accessi sono consentiti ai possessori di certificazione e nel rispetto delle linee guida adottate in relazione alla varie attività.

Novità sulle quarantene
Il decreto approvato il 29 dicembre prevede che la quarantena precauzionale non si applica a coloro che hanno avuto contatti stretti con soggetti confermati positivi al COVID-19 nei 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale primario o dalla guarigione nonché dopo la somministrazione della dose di richiamo.
Fino al decimo giorno successivo all’ultima esposizione al caso, ai suddetti soggetti è fatto obbligo di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 e di effettuare – solo qualora sintomatici – un test antigenico rapido o molecolare al quinto giorno successivo all’ultima esposizione al caso.
Infine, si prevede che la cessazione della quarantena o dell’auto-sorveglianza sopradescritta consegua all’esito negativo di un test antigenico rapido o molecolare, effettuato anche presso centri privati; in tale ultimo caso la trasmissione all’Asl del referto a esito negativo, con modalità anche elettroniche, determina la cessazione di quarantena o del periodo di auto-sorveglianza.

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